Cosa vuol dire vintage? il significato originario della parola vintage è, in francese, la raccolta dell’uva per vini di annata. dal francese la parola passa all’inglese, dove viene usata più in generale per parlare di oggetti d’epoca di alta qualità, specialmente riferita a articoli trovati al Mercatino usato vintage Roma
abbigliamento auto, arredamento, antichità cosa significa moda vintage? nel nostro caso specifico (vintage nella moda e nell’abbigliamento), possiamo considerare vintage un capo che sia stato prodotto almeno vent’anni prima del periodo attuale. ciò significa che rientrano nella definizione di vintage i pezzi di abbigliamento prodotti dagli anni venti fino al duemila. attenzione però: vintage è parente stretto di classico, iconico, riconoscibile, tipico di una particolare epoca.
quindi la tua maglietta preferita delle medie magari ha già vent’anni, ma se non ha nulla di particolarmente distintivo (il taglio, il tessuto, la stampa, la marca) non è necessariamente vintage. i vestiti vintage sono usati? i vestiti vintage possono essere usati, ma non tutti i vestiti usati sono vintage. essendo abiti prodotti almeno vent’anni fa, è molto probabile che chi li ha comprati in negozio li abbia indossati, prima di donarli o rivenderli (quindi sì, sono usati).
ma esistono anche i fondi di magazzino, ovvero merce invenduta conservata per decenni prima di essere rimessa in vendita a prezzo ridotto (e in questo caso no, non è usato). come capire se un capo vintage è usato o nuovo? se c’è ancora il cartellino, è sicuramente proveniente da un fondo di magazzino. non c’è un cartellino ma l’etichetta non ha segni di usura e lavaggio: molto probabilmente nuovo se non c’è né cartellino né etichetta ma le cuciture sono intatte e non c’è segno di usura nelle zone di attrito (gomiti, ginocchia, collo, vita), potrebbe essere nuovo o poco usato. ci sono segni di usura nelle zone di attrito, mancano bottoni, alcune parti sono scucite, le zip sono inceppate: sicuramente usato. che differenza c’è tra vintage e retrò? vintage e retrò hanno in comune lo stile, ma si differenziano per il periodo di produzione.
abbiamo visto che il vintage per essere definito tale deve avere almeno vent’anni; al contrario, l’abbigliamento retrò è di produzione recente e si ispira ai modelli iconici del passato. il retrò può essere un buon compromesso se ti piace lo stile di un’epoca di cui non si sono conservati gli originali (anni ‘20 e anni ‘30 ad esempio), sia perché la produzione di abiti era più limitata, sia perché i tessuti utilizzati non hanno resistito al passare dei decenni. come vestirsi vintage? prendi familiarità con gli stili delle epoche passate: cerca su google o su pinterest per capire le differenze nell’abbigliamento dei vari decenni. inserisci qualche dettaglio vintage nel tuo solito outfit: una maglietta, una borsa, un occhiale da sole, un paio di scarpe.
puoi comprare vintage online (vedi sotto), puoi cercare pezzi d’epoca alle bancarelle del mercato rionale o nei negozi specializzati. pian piano riconoscerai tessuti, colori, stampe, modelli e capirai quali preferisci e quali valorizzano meglio alla tua struttura fisica. quando nasce il mercato dei vestiti di seconda mano? riutilizzare abiti invece di comprarne nuovi è una consuetudine che si è diffusa a partire dal periodo a cavallo delle due guerre mondiali, periodo in cui la popolazione civile era impoverita e l’industria tessile veniva riconvertita per scopi bellici. nel 1944 nasceva a resìna (oggi ercolano) il famoso mercato degli stracci americani, dove si vendevano uniformi dismesse e altri capi di provenienza statunitense.
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